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INTRODUZIONE
Situata sulla costa del Golfo dell'Asinara, a 19 km a nord-ovest
da Sassari, Porto Torres è il più importante porto del nord
Sardegna, oltre che sede degli insediamenti industriali della
petrolchimica sarda.
Fondata nel I secolo a.C. col nome di Turris Libisonis, questa
cittadina era allora un porto commerciale di notevole importanza,
punto d'imbarco per il porto di Ostia, ed era dotata di terme,
acquedotto, templi, basiliche e residenze signorili.
Col crollo dell'impero la popolazione si dovette ritirare verso
l'interno per sfuggire alle incursioni vandaliche, sino al secolo
XI, quando l'avvento delle Repubbliche Marinare di Genova e Pisa
restituì vita al centro, che conobbe anni di prosperità come
capitale del giudicato di Torres (o del Logudoro).
Di questi anni è l'introduzione dell'ordine monastico, che portò
nuove coltivazioni e costruì cattedrali tra le più belle del
Logudoro.
Alla fine del giudicato, la famiglia Doria si impossessò della
città e la fortificò, ma le successive guerre con gli Aragonesi e
le invasioni dei barbari ne determinarono la decadenza.
SPIAGGE
La spiaggia di Balai si trova appena fuori dalla città, lungo la
strada che porta a Platamona, mentre presso il centro abitato si
trova quella di Scogliolungo.
MANIFESTAZIONI
La festa più importante e sentita è quella di San Gavino, che si
tiene nei primi giorni di maggio.
Si inizia con una processione in cui i simulacri dei martiri
vengono portati dalla basilica di San Gavino alla chiesetta di San
Gavino a Mare, e si prosegue il lunedì con la processione a mare e
la benedizione e si conclude con la sagra del pesce.
ITINERARI CULTURALI ED ESCURSIONI
Venendo da Sassari e svoltando per Via Indipendenza, troviamo la
basilica di San Gavino, tra le più importanti costruzioni
romaniche dell'Isola e una delle pochissime in Italia ad absidi
contrapposte.
Costruita nella seconda metà del secolo XI, la basilica di San
Gavino si compone di tre navate, di cui solo una era, all'origine,
absidata. Nel secolo XII la facciata fu abbattuta e una nuova
abside venne eretta. Due bei portali, uno gemino quattrocentesco
in stile catalano, uno gigliato, si aprono sulle navate, mentre
all'interno si trova una lapide bizantina risalente ai secc.
I-VIII. In corrispondenza dell'abside orientale c'è un catafalco
in legno con le statue dei tre martiri turritani, i Santi Gavino,
Proto e Gianuario, martirizzati sotto l'imperatore Diocleziano.
Dall'anticripta, ornata da un'esedra con statue di santi e dove
sono custoditi alcuni sarcofagi romani istoriati, si può accedere
ai resti della basilica sepolcrale e alla cripta, dove sono
custoditi i presunti resti dei tre martiri.
Proseguendo poi per la via principale, Corso Vittorio Emanuele, si
giunge al porto, dove si trova una torre aragonese del secolo XIV;
percorrendo poi il lungomare Balai si raggiunge la piccola chiesa
di San Gavino, che sorge proprio sul luogo del martirio dei tre
Santi.
Edificata nella necropoli orientale di Turris Libisonis alla metà
dell'800, questa chiesetta è la meta dei fedeli che, ogni 3
Maggio, portano in processione i tre simulacri dei martiri dalla
basilica, percorrendo il tragitto a piedi.
Ritornando in città fino a piazza Umberto I, e deviando per Via
Ponte Romano, si arriva agli scavi archeologici dell'antica Turris
Libisonis, che comprendono il complesso chiamato "Palazzo di Re
Barbaro", le Terme Paolottino, il ponte romano e all'Antiquarium,
che ne custodisce i reperti. Il Palazzo di Re Barbaro, che prende
il nome dal governatore che condannò a morte i tre martiri
turritani, è delimitato da strade lastricate, ed è composto da
diversi ambienti, tra cui il frigidarum, un salone a croce con
pavimenti a mosaico, il tepidarum e il calidarium. Interessanti
sono i resti di un porticato nel quale erano posti i forni per il
riscaldamento dell'aria e dell'acqua destinate al calidarium.
Continuando verso il Rio Mannu si incontrano quelli che sono forse
i resti di un'antica villa romana e, poco oltre, un Ponte Romano
del I secolo d.C., uno dei meglio conservati dell'isola, facente
parte della strada che collegava Turris Libisonis con Kàrales
(Cagliari).
A 6 km da Porto Torres, sulla strada verso Sassari, si trova anche
il complesso prenuragico di Monte d'Accoddi, unico esempio nel
Mediterraneo di altare megalitico, risalente all'età del rame
(2450-1850 a.C.) con un'interessante struttura che ricorda quella
dello ziggurat mesopotamico |