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ALGHERO LA STORIA

Nel corso della storia, Alghero subì diverse dominazioni che influirono profondamente sugli usi e costumi dei suoi abitanti.
Le origini della città risalgono alla prima metà dell'XI secolo, con la fondazione di un borgo da parte della famiglia genovese dei Doria, la quale, dopo lotte funeste, riuscì a cacciare i pirati che infestavano la zona.
Nel 1283 i Pisani assediarono la città, senza però riuscire ad impadronirsene. Solo nel 1353 essa venne conquistata dagli aragonesi, guidati dal sovrano di Catalogna Pietro IV il Cerimonioso. Quest'ultimo, infatti, riunì nel 1353 un Parlamento in Catalogna e ottenne tutti i mezzi e gli espedienti idonei per iniziare una campagna di guerra. Il sovrano, inizialmente, trovò particolari difficoltà nell'attuare la sua impresa, dal momento che la repubblica genovese era riuscita a sollevare in suo favore tutto il nord dell'isola, specialmente Sassari, Castello Genovese (l'odierna Castelsardo) e la stessa Alghero. In quest'ultima si concentrò il movimento di resistenza alla dominazione catalana, sino al punto che anche gli stessi cittadini algheresi, riunitesi in consiglio generale sotto la presidenza del vicario del Comune, Pere de Oro, decisero di appellarsi a Genova, affinchè stabilisse al più presto i metodi più efficaci e convenienti per la difesa di Alghero contro il potere catalano-aragonese.
Tale ribellione di Alghero animò Pietro IV a popolare la roccaforte algherese di catalani; il sovrano cercò di approfittare anche delle grandi carestie e pestilenze che incominciarono a colpire la cittadina in quegli anni e che resero vulnerabile gran parte della popolazione, priva di forze per la difesa del territorio.
Nella seconda metà del XIV secolo, i mutamenti avvenuti nel regno spagnolo si ripercossero anche su Alghero, la quale, dopo essersi ormai adattata al dominio catalano e dopo aver ricevuto grandi privilegi da parte di Pietro IV (esenzione dalle tasse ai cittadini, varie donazioni, riparazioni e fortificazioni delle mura), entrò in una grande crisi economica e commerciale. La Giudicessa Eleonora di Arborea e suo marito Brancaleone Doria, infatti, attuarono un nuovo tentativo di ribellione contro le truppe catalano-aragonesi. Gli algheresi, ormai fedeli alla corona di Pietro IV, tentarono di difendersi ma non riuscirono nel loro proposito, dal momento che la discordia, il malessere e l'instabilità si diffondevano perdutamente per tutto il regno di Aragona, ormai in crisi e in via di disfacimento. Agli inizi del XVI secolo, esattamente nel 1503, con una bolla pontificia di Papa Giulio II, Alghero rivestì un ruolo centrale di rinascita economica, culturale e sociale.
Nel 1541, l'imperatore Carlo V compì una visita storica della città, accompagnato dal suo ammiraglio Andrea Doria (la cui famiglia, nel frattempo, si era riconciliata con gli spagnoli) prima di proseguire la sua rotta per l'Algeria. Definì la cittadina come bonita y bien asentada, "graziosa e ben posizionata", lungo il suo fantastico litorale.
Dopo l'espulsione da Alghero della sua numerosa comunità ebraica, nel 1492, l'economia locale ebbe una notevole flessione e si aggiunsero anche varie pestilenze e carestie che ritornarono a devastare la popolazione; parte degli algheresi, tuttavia, riuscì a sopravvivere, emigrando in altre regioni come il Logudoro. Il carattere e la cultura del centro cittadino rimasero solidamente catalani e continuò così anche dopo l'insediamento dei Savoia, nel 1720. Infatti, Alghero divenne dominio sabaudo e il suo nome figurò all'interno dei trattati che misero fine alla guerra tra le corone europee.
Durante la Seconda Guerra Mondiale la città e il vicino aeroporto furono colpiti da bombardamenti frequenti e solo dopo diversi anni la città riuscì a riprendersi dalla guerra e dai danni subiti. Nuovi capitali affluirono in città durante gli anni '60, quando Alghero comiciò ad essere potenziata come località turistica e iniziarono a sorgere diversi alberghi e residence che assicurarono un notevole sviluppo economico del suo territorio.

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